Finalità del Corso

Finalità del Corso Acquisizione, recupero e consolidamento delle strumentalità linguistiche di base (ascoltare, parlare, leggere, scrivere). Acquisizione di conoscenze e competenze pratiche sulla scrittura creativa, saper scrivere una poesia e sentirla nel cuore. L’apprendimento si avvale di risorse digitali e della metodologia della didattica laboratoriale

domenica 1 maggio 2011

La solitudine


Quando una persona è sola in un certo senso è più che mai se stessa.

Alla luna

O graziosa luna, io mi rammento
che, or volge l'anno, sovra questo colle
io venia pien d'angoscia a rimirarti:
e tu pendevi allor su quella selva
siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
il tuo volto apparia, che travagliosa
era mia vita: ed è, nè cangia stile
o mia diletta luna. E pur mi giova
la ricordanza, e il noverar l'etate
del mio dolore. Oh come grato occorre
nel tempo giovanil, quando ancor lungo
la speme e breve ha la memoria il corso
il rimembrar delle passate cose,
ancor che triste, e che l’affanno duri!

(GiacomoLeopardi 19° secolo)





Il poeta osserva la luna e ricorda che un anno prima era salito sullo stesso colle da cui la guarda. All’epoca, il volto della luna gli era apparso diverso, tremolante, perché i suoi occhi erano pieni di lacrime. La luna è per lui il simbolo della forza rasseneratrice che viene dalla natura e le parla come se fosse una cara e gentile creatura.


L’infinito

«Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare»


http://www.youtube.com/watch?v=L7-FMKUQOs4&feature=fvwrel

venerdì 29 aprile 2011

Modello Calendario e Giochi di parole: metagramma






















ECCOCI ARRIVATI NEL MONDO DEI METAGRAMMI !


SI POSSONO COSTRUIRE STRADE DI PAROLE FACENDO QUESTO GIOCO:


SI SCELGONO DUE PAROLE FORMATE DALLO STESSO NUMENRO DI LETTERE, UNA SARA' LA PARTENZA E L'ALTRA L'ARRIVO.


CAMBIANDO AD OGNI PASSO UNA LETTERA SI COSTRUISCONO STRADE DI PAROLE.


ECCO DUE ESEMPI PER CAPIRE MEGLIO:

ROMA - REMA - REMI - RAMI - RARI – BARI



POETA - PORTA - PORTI -PORSI PERSI - VERSI



INOLTRE, SI POSSONO COSTRUIRE VERSI AD ESEMPIO:


POETI - PORTI - PORSI - PERSI - VERSI

I poeti non hanno porti sicuri,
vagano con i loro
versi.

Io
porsi sulle rive
i fogli
persi
degli antichi scrittori.

VUOI PROVARE A COSTRUIRE METAGRAMMI ?





domenica 3 aprile 2011

POESIE SU DESIDERI, SOGNI E PAURE

POESIE SU DESIDERI, SOGNI E PAURE





Il sonetto di Cecco Angiolieri

S'i fosse fuoco, arderei 'l mondo;
s'i fosse vento, lo tempestarei;
s'i fosse acqua, i' l'annegherei;
s'i fosse Dio, mandereil' en profondo;
s'i fosse papa, allor serei giocondo,
ché tutti cristiani imbrigarei;
s'i fosse 'mperator, ben lo farei;
a tutti tagliarei lo capo a tondo.
S'i fosse morte, andarei a mi' padre;
s'i fosse vita, non starei con lui;
similemente faria da mi' madre.
Si fosse Cecco com'i' sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le zoppe e vecchie lasserei altrui.

Parafrasi

Se io fossi fuoco brucerei il mondo
se io fossi vento, scatenerei la tempesta su di esso;
se io fossi acqua, lo farei sprofondare;
se io fossi il papa, sarei contento, perché metterei nei guai
tutti i cristiani.
Se fossi imperatore, sai che farei?
Taglierei la testa a tutti quelli che mi stanno intorno
Se io fossi la morte, andrei da mio padre;
Se io fossi la vita, fuggirei da lui;
nello stesso modo farei con mia madre.
Se fossi Cecco, come sono ed ero,
prenderei le donne giovani e belle:
e quelle brutte e vecchie le lascerei agli altri.